La linea di demarcazione e il verbo ciclistico


Senza essermene reso conto devo aver oltrepassato un confine.
Ho l’impressione che dopo aver varcato questo limite la comunicazione con coloro che sono rimasti al di là sia diventata difficile; come se, oltre che questa solco immaginario, ci divida pure una grammatica differente.
Insomma da una parte ci sono io, ciclante folgorato sulla via di Damasco e dall’altra coloro che ancora ignorano il verbo ciclistico.
E non ci capiamo.
Ieri, ad esempio, esponevo a Sonia il mio punto di vista sulle indiscutibili virtù della bicicletta.
Lei ha ascoltato pazientemente la mia tirata, ha atteso che l'eco del mio entusiasmo si spegnesse in modo naturale e poi ha chiosato il mio monologo con un perentorio e enigmatico “Certo che voi la pensate tutti allo stesso modo”. Voi? E chi sarebbero questi voi?
Catalogato senza possibilità di replica.
E in quale categoria sono stato incasellato? In quella dei salutisti fanatici? Degli ecologisti con i paraocchi? Degli ingenui illusi?
Mi sono sentito in dovere di reagire con fermezza, ho sottolineato la mia unicità, ho rimarcato il fatto che io non faccio parte di alcun gruppo, che sono libero e non incasellabile.
Sonia ha annuito con il capo, ma non è riuscita a mascherare uno sguardo di indulgente compatimento. E ha ragione: è inutile reclamare per sé una unicità esclusiva.
Facciamo tutti parte di una moltitudine generica e indistinta e per non aumentare la confusione in qualche gruppo bisogna pur aver la compiacenza di accomodarsi.
Bontà sua, Sonia deve avermi collocato tra gli innocui sognatori.
Per lo meno non mi considera molesto.

Commenti

  1. Da Facebook:

    ma sonia va in bici o che? cioé: che vita fa, come si sposta, qual è la sua visione e il suo giudizio sul modello attuale?

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  2. Sonia al netto delle sue indifferenze è una brava persona ma è immobile e pensa soltanto a ciò che gli torna utile nell'immediato. E' una tipica rappresentante della maggioranza silenziosa, perchè di suo ha poco da dire. Naturalmente la bici per lei è solo un ricordo di infanzia

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  3. Da facebook:

    Che tristezza!! Per me la bici è la vita, una prosecuzione di me

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