I sensi di colpa per il senso unico ignorato


Lo so bene che via San Carlo è a senso unico, ma nonostante lo sappia la imbocco con leggerezza in senso contrario.
L'ho quasi percorsa completamente quando una monovolume guidata da una bionda con occhiale da sole panoramico si immette con decisione nella via.
Non appena si accorge della mia presenza la bionda frena di colpo e si attacca al clacson.
Non sento le sue parole esatte ma da dietro il parabrezza la mimica concitata non pare conciliante.
Atteggio la mia migliore e ipercollaudata faccia da scuse perché so che, da un punto di vista prettamente giuridico, mi trovo dalla parte del torto.
Faccio però notare, con misurati gesti della mano, che sono appiccicato al marciapiede, che la carreggiata è ampia a sufficienza per tutti e due e che del resto stavo pedalando a passo d'uomo.
Non l'avessi mai fatto, la donna dagli enormi occhiali da sole non appare impietosita dalla mia espressione contrita ne persuasa dalle mie argomentazioni, al contrario l'azzardo della mia muta risposta deve averla fatta imbestialire ulteriormente, sgomma via come una furia e non potendomi investire fisicamente mi investe con l'onda esagerata della sua rabbia repressa.
Rimango impietrito e avvilito con un piede e con il morale poggiati sul marciapiedi.
Mi guardo intorno e mi viene da annotare due fatti che mi sembrano ineccepibili.
Prima annotazione, di carattere puramente estetico: la bionda al volante non era affatto male, forse solo un poco isterica ma l'espressione combattiva e l'occhiale panoramico le donavano parecchio.
Seconda annotazione, di carattere più squisitamente sociologico: si è sedimentato nel nostro agire quotidiano un perverso rovesciamento della realtà.
Mi spiego meglio: mentre sono inchiodato al marciapiede dai miei sensi di colpa nei confronti del senso unico ignorato e dallo spirito battagliero femminile mal indirizzato mi sono messo a contare le macchine parcheggiate lungo la via.
Saranno state una quarantina, di cui una mezza dozzina a voler essere pignoli da considerare in divieto di sosta.
Nel breve lasso di tempo che è intercorso tra il mio muto scambio di opinioni con la bionda aggressiva e il mio conteggio sono transitate perlomeno dieci auto e tra queste almeno tre hanno aggredito la strada a velocità criminale.
C'è qualcosa che non mi quadra: tutte queste macchine in circolazione hanno invaso ogni spazio della città e il problema sono io e la mia solitaria bici in contromano?
In pratica è come se, per abitudine, avessimo accettato che una nutrita mandria di bufali (a volte utili a volte meno, più o meno disciplinati ma comunque ingombranti e potenzialmente letali) occupi completamente le strade delle nostre città mentre non riusciamo a tollerare la presenza di qualche passerotto che per istinto di sopravvivenza svolazza libero qua e là e che al massimo può imbrattare i marciapiedi e le giacche dei passanti con la propria animalesca incontinenza.
Decisamente c'è qualcosa di sbagliato.
Ed è ora di cambiarlo.

Commenti

  1. carissimo, massima solidarietà. Hai perfettamente ragione.
    Io, ormai, non credo più nel codice della strada e penso che i ciclisti debbano fottersene. Ci viene rimarcato solo quando non lo rispettiamo noi. Loro che, sulle loro macchine di merda, oltre che inquinare, quando guidano fanno di tutto tranne che guidare sono i primi a non rispettarlo.
    Bisogna attrezzarci e una hazzett 36 nella borsa è sempre un valido argomento. Va bene anche la mazza da baseball, ma è ingombrante. Claudio

    RispondiElimina
  2. Caro Claudio, dai, cerchiamo di risolvere i nostri nodi piuttosto che tirare fuori rabbia come fanno"certi" motorizzati. Se il nostro mezzo (che poi è come un attrezzo, un capo d'abbigliamento) è gentile, non fa rumore né inquina, difficilmente offende e con gran rarità uccide, cerchiamo anche noi di essere alla sua altezza. In questi giorni ho incontrato degli automobilisti gentili, ogni volta che riesco a iniziare la giornata con gentilezza mi sembra che tutto sia più leggero. È vero, inutili offese arrivano anche quando non te le aspetti, ma se abbiamo rabbia addosso le moltiplichiamo. Il cambiamento siamo noi e siamo contagiosi!

    RispondiElimina
  3. Riccardo Leoni31 agosto 2012 07:26

    DA Facebook tramite Ciclostile Modena 29/08/2012:
    a mie care spese ho imparato che: se chi si immette su una strada e ha il cartello dare la precedenza, DEVE dare precedenza sia a dx che a sx xkè la segnaletica cita così! in caso di sinistro ogni conducente risponderà delle proprie colpe.....uno mancata precedenza l'altro contromano.

    RispondiElimina
  4. Notoriamente in automobile scarichiamo le nostre frustrazioni e persone normali, persino gradevoli, diventano insopportabilmente aggressive quando salgono in auto.
    Comunque, viva la faccia di Berlino, dove molte strade a senso unico possono essere percorse legittimamente contro mano dai ciclisti.

    RispondiElimina
  5. Chicca Fontemaggi4 giugno 2013 11:47

    da Facebook:

    Se non ci fossero auto in sosta vietata, soprattutto in doppia fila, sarebbe possibile percorrere le strade in senso contrario, come a Parigi.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari