In attesa dell’evolversi degli eventi


Eppure in qualche modo ero stato avvisato.
Non in maniera diretta ma a essere più accorti avrei dovuto comunque capire.
Capire e di conseguenza porre rimedio.
Invece niente. Colpa mia e della mia presunzione.
Lo saprò bene io, mi sono detto, quello che è meglio per me.
Risultato: è un mese ormai che il mio ginocchio scricchiola minacciando cedimenti.
Da dieci giorni mi obbligo ad applicarmi cerotti antinfiammatori, sostenuti da geriatriche garze elastiche. Nel frattempo accendo metaforici ceri votivi e prego, sempre metaforicamente, che non si tratti di una qualche magagna più grave.
“Se tra una settimana non ti passa vedremo di farti fare una bella risonanza magnetica per capire di cosa si tratta” ha sentenziato la mia loquace e prosperosa dottoressa.
Ed io rimango qua, abbacchiato, a recriminare sulla mia stupidità, a farmi salire l’ansia oltre i livelli di guardia per il timore che si tratti di qualche accidente al menisco, alla rotula, ai legamenti, a sa Dio quale membrana imprescindibile, che mi impedirà per sempre di godere delle mie sacrosante pedalate o, peggio ancora, di deambulare in piena libertà.

Insomma, mio padre me lo aveva anche detto. Il fatto è che, da che mondo è mondo, i padri ammoniscono e i figli fanno come gli pare.
Secondo lui, spingevo rapporti troppo duri ( per rapporti intendo quelli che intercorrono tra pignoni e moltipliche. Sono accrocchi questi di cui mi intendo ben poco; del resto il lato tecnico e tecnologico della bicicletta e, a ben guardare, anche di tanti altri campi dello scibile umano fatica ad installarsi nella regione del mio cervello che sovrintende le capacità di apprendimento).
Avevo pure letto da qualche parte che, a meno di essere sportivi più che allenati, era sconsigliabile l’utilizzo continuo di rapporti pesanti durante la corsa pena l’insorgenza di fastidiosissimi problemi alle articolazioni.
Non ho voluto dare ascolto a questi consigli non richiesti, illudendomi che non riguardassero anche me. Ho voluto fidarmi soltanto di quello che suggeriva la mia supponenza.
Il Davide lo ha confermato. Non gli ho parlato direttamente del mio problema, ho soltanto buttato lì qualche punto interrogativo e lui prontamente li ha ribattuti con i suoi esclamativi. Il Davide di mestiere vende bici, per effetto di ciò e dall’alto della sua indiscutibile autorità in materia, diventa uno a cui bisogna prestare ascolto.
Il Davide ha detto: “ considerato che sei solamente un gradino più in alto della pippa è meglio che non spingi rapporti troppo alti, altrimenti rischi di farti male”.
Grazie del consiglio, peccato che il danno è già stato fatto.
Ed io rimango qua a recriminare sulla mia stupidità in attesa dell’evolversi degli eventi.

Commenti

  1. Alicia Sardina31 maggio 2013 01:40

    Da Facebook:

    non ti preoccupare gli antinfiamatori faranno il loro mestiere, poi tu effettivamente usa rapporti più leggeri e vedrai che non risuccede

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