Il ciclista aggressivo e le parole concilianti


Si possono compiere parecchi gesti utili alla causa della bicicletta ma mi pare che il più efficace sia anche quello più semplice: pedalare.
Più persone sono in giro a pedalare e più gli altri utenti della strada si abitueranno, o per lo meno dovranno rassegnarsi, a conviverci.
Ma per riempire le strade di biciclette bisogna innanzitutto sopravvivere e per sopravvivere pedalando nel caotico traffico cittadino una delle prime regole è farsi vedere.
Tanto per fare un esempio: se pedali di sera vestito di scuro e senza luci sei un pirla e hanno tutto il diritto di imprecare contro la tua pirlaggine. Punto e a capo.
Mettiamo le cose in chiaro io non voglio fare il partigiano, per cui non mi pongo a priori dalla parte dei poveri ciclisti contro gli automobilisti prevaricatori.
Non mi interessano le guerra tra categorie che sanno rivendicare solo i propri diritti senza tenere in considerazione quelli degli altri.
Anche a cavallo della bicicletta salgano gli arroganti, gli irrispettosi e i non curanti.
Agendo da ribelli, da selvaggi della strada, irrispettosi delle regole non si rende un gran favore alla causa della mobilità ciclabile,
L'eccesso di aggressività fa passare il ciclista dalla parte del torto, lo rende un pericolo per se e per gli altri con il rischio di farsi considerare un pirata della strada.
Malvisti agli occhi degli altri utenti della strada e del marciapiede.
E in questo caso non riusciremo non solo a far comprendere ma neppure a mostrare il valore del contributo che la bicicletta fornisce alla causa ambientale e alla qualità di vita.
Per pretendere di essere considerati utenti delle strade con pari dignità e diritti bisognerà comportarsi come utenti della strada veri rispettando quanto è possibile il codice della strada ma sopratutto il codice del buon senso.

Farsi notare per farsi rispettare, imporre la propria presenza senza essere aggressivi, esercitare la prudenza e considerare le possibili manovre altrui mantenendo tutti sensi all'erta.
Qualche giorno fa sono andato al lavoro in bicicletta, da quando ho cambiato sede non lo faccio più tanto spesso, prima erano sei km adesso sono quasi trenta.
Prima mattina, gamba decisa, clima ideale, ho affrontato strada e traffico con impeto e probabilmente con eccesso di spavalderia.
Superare le code di auto in fila agli incroci e ai semafori è stata una gioiosa soddisfazione.
Dalle parti di Cusago, in prossimità di una rotonda, ho superato, passando sul lato destro della carreggiata, tutte le auto ferme in coda.
Nel momento in cui mi sono immesso nella rotonda la Fiat  blu che stavo affiancando ha sgommato ed ha curvato a destra senza mettere la freccia.
C'è mancato veramente poco che mi tirasse sotto.
E' inutile lamentarsi che non ha messo la freccia, semplicemente non mi aveva visto e non gli è saltato in mente che una bici potesse affiancarlo sulla destra mentre era fermo in attesa di partire.
Sono stato io a farmi prendere da un eccesso di aggressività.
Non devo per forza superare tutti quelli che sono fermi in coda.
Io sono un ciclante urbano non un corridore, devo assecondare il traffico e galleggiargli sopra non  aggredirlo per superarlo.
Io per primo devo essere più prudente e non fidarmi della guida altrui.
A voler essere completamente sinceri questo parole concilianti riesco a scriverle ora, comodamente seduto davanti al computer, mentre nel momento in cui mi sono ritrovato con le ruote e i piedi piantati tra l'erba lungo il ciglio della strada dalla mia bocca sono uscite ben altre frasi all'indirizzo dell'autista di quella strabenedetta fiat blu.
Non si può essere sempre concilianti.

Commenti

  1. Giuseppe, molto spesso l'aggressività nasce dallo spavento provato nel vedere una macchina che ti sta schiacciando.
    Si fa molta fatica a gestire la paura di quel momento e ti sembra che solo la rabbia riesca a rilassarti.
    Questo accade sempre, sia che tu abbia o meno rispettato le regole.
    ciao Claudio

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  2. Bello scritto che condivido in pieno, anche nella parte finale :-)) Però ehmm ... che soddisfazione comunque passare avanti alle macchine in coda......

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  3. Davide Bertomoro31 agosto 2012 07:21

    Da Google+ 25/ago/2012:

    Bravo Giuseppe, interessante e condiviso...complimenti!!

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  4. Mario Scrittore Biondi3 settembre 2012 08:27

    Da Facebook 8 maggio alle ore 21.00

    Ma che cosa sei se traballi contromano alle 11 del mattino su un marciapiede e investi una signora anziana, colpevole soltanto di essere uscita per fare 2 passi come suggerito dal medico?

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  5. Da Facebook 8 maggio alle ore 21.58

    Forse uno che alle 11 del mattino non vuole rischiare di pedalare da solo su una strada dove ci sono 100 macchine da una tonnellata che sfrecciano a velocità letali.
    E cosa sei se fai commenti salaci limitandoti a leggre una frase senza aver letto tutto il discorso?

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  6. Mario Scrittore Biondi3 settembre 2012 08:29

    Da Facebook 9 maggio alle ore 9.50

    A) Ho l'abitudine inveterata e antica di leggere sempre tutto fino in fondo. B) Aggiungevo nella parte IN CHIARO un diffusissimo caso a quello da te indicato. Uno può essere pirla di sera e anche di mattino C) Che cosa vi sia di "salace" nel mio commento non saprei proprio, a meno che tu non sappia che cosa vuol dire "salace": "Lascivo, eccitante: discorsi salaci ‖ Indecente, volgare: versi salaci.", secondo Diz: Hoepli. Etc…

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  7. Da Facebook 9 maggio alle ore 12.20

    hai ragione: non avrei dovuto usare un termine che rischia essere frainteso. Non c'era nulla di indecente e volgare nel tuo commento ma intendevo "salace" come "sarcastico, caustico, beffardo, mordace" (anche questo sta nel dizionario). Perdonami inoltre il tono risentito ma sono arrivato al punto di non sopportare più i lamenti sul problema delle quattro biciclette (da 10 kg e dai 15 km/h) che in modo più o meno arrogante traballano sui marciapiedi.
    Marciapiedi dove tutti noi pedoni (sono nato con i piedini non con le ruotine) si sono rassegnati a vivere come nelle riserve indiane perchè la strada è di esclusiva proprietà di centinaia di auto, ognuna pesante e inquinante come cento biciclette (fate voi il rapporto dell'impatto che hanno bici e auto sul modo di vivere nelle nostre città) e se l'auto investe la signora anziana citata precedentemente la uccide. Devo ancora sentire di una bici che ha investito e ucciso qualcuno. E il problema sono le biciclette che non avendo spazi sicuri sulla strada talvolta per sopravvivenza salgono sul marciapiede?

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  8. Da Facebbok 9 maggio alle ore 15.16

    http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/S/salace.shtml infatti, vedi 2.fig. :)
    Salace: Definizione e significato di Salace – Dizionario italiano – Corriere.it
    dizionari.corriere.it
    Salace: Scurrile, licenzioso. Definizione e significato del termine salace

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