Il mal di schiena, la bicicletta e la camminata nordica. parte seconda

La risposta alla domanda di Giovanni non l'ho trovata. In realtà neppure mi sono dato la pena di cercarla perché una volta chiusa alle spalle la porta della mansarda avevo già deciso di non farvi ritorno.
Io sono incuriosito e attirato da quelle pratiche, in sospetto odore di new age, che basano le proprie teorie sullo sviluppo delle energie individuali e sugli equilibri di corpo, mente e volontà, ma i modi da stregone di Giovanni mi avevano lasciato perplesso. Anche perché sono convinto che il confine tra queste pratiche e la cialtroneria sia talmente sottile che ci vuole poco a mettere i piedi  sia da una parte che dall'altra.
Questo è un mio punto di vista ed è certamente opinabile, ciò che non era opinabile era il fatto che dopo due sedute di manipolazioni il mio mal di schiena non era diminuito affatto ne era diminuita l'innaturale inclinazione della mia povera colonna vertebrale. E' questo il motivo principale che mi ha spinto a non fare più ritorno alla mansarda, indipendentemente dalle domande di Giovanni, profonde o cialtronesche che fossero.

Di Paola mi è rimasta in mente sopratutto una affermazione. L'aveva infilata tra uno scambio di banali frasi di circostanza mentre con mani esperte era intenta a sfibrare ogni singolo muscolo del mio corpo (mi rendo conto che qualsiasi cosa io scriva a riguardo dei massaggi scivola nella terra dei doppi sensi maliziosi, ma vi assicuro che non è mia intenzione). Paola aveva detto “pedalare è di sicuro un gesto salutare, ma non è propriamente naturale. E' un gesto che ha bisogno di un mezzo meccanico per prodursi, è un gesto ripetitivo che si protrae per lungo tempo in una posizione non naturale”. Per lei era logico e conseguente che se non ci si posiziona perfettamente sulla bicicletta a lungo andare si può essere soggetti a problemi fisici. Voleva forse dare ad intendere che il mio mal di schiena era causato da una scorretta posizione sulla sella?
Io, dalla mia scomoda posizione sottomessa, (ci risiamo con i doppi sensi) le avevo risposto che non ero d'accordo, non penso però che le mie improvvisate argomentazioni siano risultate convincenti. Un po' perché, sebbene dissentissi, avevo il dubbio che la sua affermazione avesse un fondo di verità, e un po' perché nelle mie condizioni disastrate ero poco credibile come testimonial degli effetti benefici della bicicletta.
A posteriori, guardando le cose con maggior lucidità mentre scrivo queste righe, mi sento di escludere che il mio mal di schiena fosse causato da una ipotetica postura sbagliata sulla bicicletta perché, tra il pessimo tempo dei mesi precedenti e un fastidiosissimo problema intestinale che mi affliggeva da tempo, in pratica avevo pedalato pochissimo in quel periodo. Anzi potrei persino avanzare l'ipotesi che fosse stata l'astinenza da bicicletta ad avere provocato il cedimento strutturale delle mie fragili vertebre.

Comunque a parte le teorie esoteriche, le domande imbarazzanti e le supposizioni sul mio stare in sella l'unico dato certo era che, malgrado le cure farmacologiche e le sedute di massaggi, mi trovavo ancora con la schiena dolorante. A ben guardare esisteva un altro dato certo: camminare lentamente mi dava sollievo.
“Il nostro corpo funziona in linea generale come quello di tutti gli altri esseri umani ma gli acciacchi, le posture, le peculiarità lo rendono particolare, solo nostro. Quindi chi meglio di noi con un po' di  attenzione, può capirlo. Esistono comportamenti atteggiamenti e reazioni comuni ma esistono anche dinamiche e modalità che sono solo nostre e che quindi dovremmo essere capaci di riconoscere, valutare e gestire.” Copio di sana pianta da un manuale di ginnastica posturale che ho preso in biblioteca e di cui ho letto solo l'introduzione. Con in mente queste parole, con la convinzione che fossero legge e con la consapevolezza che camminare poteva essere un rimedio ai miei problemi ho deciso che potevo aiutarmi da solo.
Camminando.
Ho comprato un paio di bacchetta da camminata nordica e sono partito come fossi Forrest Gump, solo molto più lento.

continua nella prossima puntata con la difficile esistenza del camminatore nordico da pianure

Commenti

  1. Antonella Finocchiaro25 ottobre 2013 01:53

    da facebook 10 ottobre 13.19.02
    anche io dovrò optare per la camminata nordica..ma dove a Roma??? :-P

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  2. Francesco La Volpe25 ottobre 2013 01:54

    da facebook 10 ottobre 13.26.14

    A Roma quelli del circolo dove faccio spinning organizzano il sabato al laghetto dell'EuR alle 9:00
    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=7Fhpwx8x3hI

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  3. Antonella Finocchiaro25 ottobre 2013 01:55

    da facebook 10 ottobre 13.28.07
    scherzavo ovviamente......la camminata nordica si fa in montagna, trovo alquanto ridicolo chi si esercita al parco e non va mai ad effettuarla dove andrebbe fatto

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